giovedì, 23 aprile 2009

Il pomeriggio volato via, eravamo già ai saluti, e mi rendevo conto che di tutte le domande che avrei voluto fargli non ne avevo osata una.

Due chiacchiere prima della presentazione, sul blog che non viaggia come vorremmo, sulla mia salute che la terapia non ha smosso d'una virgola...anzi! e poi basta perchè la presentazione del libro doveva cominciare e il palco lo attendeva...Lui è stanco, lo ripete tante volte, il viaggio è stato faticoso, la bici ha tirato le cuoia a Mantova...ci racconta, si racconta...ci spiega il suo percorso...è tutto lì nel libro !

Naturalmente lo si legge d'un fiato...io lo sto rileggendo per la terza volta...sempre con la paura di essermi persa qualcosa! Vi invito a leggerlo...passate sul blog di Stefano...www.analkoliker.splinder.com ci troverete tutte le informazioni, oppure andate su www.senzafissadimoradisuccesso.com qui , se ho capito giusto, troverete anche di più.

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domenica, 22 marzo 2009
SOS

Grande festa per l'inaugurazione dello sportello milanese di "AVVOCATO DI STRADA". Sul palco, da sinistra, l'avvocato Antonio Mumolo, l'avvocato Stefano Franzese e Maurizio Rotaris. Ci auguriamo che altri avvocati milanesi offrano il loro aiuto gratuito ai senza tetto della nostra città e che chi segue questo blog voglia contribuire a sostenere questa onlus che aiuta tanti clochard a districarsi nella burocrazia legale italiana. Quelli che vogliono saperne di più troveranno tutte le informazioni sul sito www.avvocatodistrada.it

Dopo la presentazione e una bella abbuffata dei nostri ragazzi al buffet, Maurizio e la band si sono esibiti per la gioia di tutti! I nordafricani che frequentano il SOS ci hanno deliziato con la loro musica e i loro balli. Un bel pomeriggio con vecchi e nuovi amici e tante nuove iniziative per i ragazzi della stazione.

Ho fatto qualcosa come 250 scatti...penso di salvarne non più di una cinquantina e man mano ve li proporrò anche su queste pagine. Voglio ringraziare Stefano per il grande aiuto che ci sta dando a tenere aggiornato questo blog e che spero di vedere presto in Stazione per il lancio del suo libro.

A quelli che oggi, al SOS, gusteranno il "pranzo" etiope, auguro, con una punta di invidia, Buon Appetito...Ciao Andrea,Zeru,Angela...un bacio a tutti voi.



domenica, 01 febbraio 2009

Serata musicale al nuovo SOS con una BarBoonBand ridotta ai minimi termini per le numerose assenze ma coinvolgente come sempre. Dopo parecchio tempo ho riabbracciato Ina, ho rivisto Ludmilla, mi sono stretta a Victor Riccardo e Bisteccone e a tutti gli altri!!!! Giulia e Dora, amiche di blog, si sono avvicinate a questo mondo integrandosi immediatamente a queste "anime belle" come le han definite dopo solo un'ora di conoscenza. Dora , come se fosse sempre stata fra loro, ha impugnato il microfono per declamare superbamente una poesia di Ina,  che si è commossa; Victor in camicia-cravatta-gilè ci ha regalato la sua Guantanamo arricchendo il tutto con le sue battute strappando risate ai  presenti. Ci hanno raggiunto anche Claudio e Francesco...mancava solo Mutty e, come ha detto Andrea, poteva essere quasi una ri-unione di Linea Gialla!!! Se non sbaglio sia "Sola" di Ina che "Guantanamo" di Victor sono già state postate su queste pagine, quindi sarebbe bello da parte vostra cercarle fra i vecchi post ma se siete troppo pigri...beh, fatemelo sapere e ve le riposto, giuro!!!

Una bella situazione insomma! Il nuovo spazio del SOS è...bellissimo, caldo e finalmente grande!!! Complimenti a Maurizio e un in bocca al lupo per i progetti in cantiere...e che crepi il lupo! Grazie ad Armando per la sua "pizzica" genere nuovo per la BBB e per il gran finale blues...grazie a Diego e alla sua chitarra...grazie ad Elisa più raggiante e sorridente del solito (ma ci nascondi qualcosa?)...Ma ora bella gente me ne vado a letto sono stanca e assonnata...a molto, molto presto!

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venerdì, 02 gennaio 2009

Da "LA FUGA" di chi sonoStefano Bruccolieri, alias Analkoliker...

20 settembre 2003   

Mai visti tanti zeri in trentasei anni; amavo il 1999 sin dal 1991, il 2000 poi mi sembrò irreale. Pensai che saremmo morti tutti e invece il primo gennaio 2000 ero ancora vivo.
Parentesi.

Questo racconto avrebbe dovuto avere uno svolgimento differente se non fosse che circa quattro ore fa un medico dell’ospedale di Alessandria mi ha diagnosticato HIV. Positivo all'HIV

Ho pianto.

A poche ore di distanza dalla  notizia non ho ancora capito bene che cosa mi stia accadendo, ma sento d’essere già cambiato.

Triste, perché solo ieri m’immaginavo a sessant’anni a passeggiare per le colline del Monferrato sulla mia bicicletta da corsa. Sereno e un poco più saggio perché “ora” per la prima volta nella mia vita comincio a dare un senso al mio tempo e alle cose: un caffè, una telefonata ad un amico, due passi attorno all’isolato, un buon libro. Mi chiedo se non sto pagando un prezzo troppo alto per aver compreso queste cose solo adesso.

Come è possibile a questo punto  essere sintetici?

Provo a mettermi dall’altra parte. Io medico, con quali parole comunico al paziente che da oggi in poi il concetto della morte per lui sarà meno astratto?
Dovrò usare comunque delle parole.
Parole, appunto; e se sono un buon medico avrò imparato che le parole in certi casi devono essere scarne.
Dilungarsi allungherebbe un’ansia cattiva, inutile.

Ma le cattive notizie hanno anche un odore.
Quando  le parole arrivano, la notizia spesso è già conosciuta. Aids o tumore sono solo parole, ma hanno quell’odore.
L’animale che sopravvive in noi nonostante condizionamenti, educazione, cultura, allarga le narici, mostra i denti e trema.

L’esito delle analisi del sangue, che avvengono ogni due mesi, per un sieropositivo è come il giudizio in cassazione, colpevole o innocente.
Per la HIV c’è la cassazione della cassazione della cassazione, e ogni volta, ogni due mesi appunto, l’esito si potrebbe ribaltare e i risultati da positivi essere negativi, e allora ti senti come uno yogurt con la scadenza.
Sono anni che non compero yogurt perché la scadenza è sempre troppo breve.                                                                      
Se dovrò morire per un virus che non posso vedere e toccare vorrei portarmi dietro il profumo dei fiori di bosco e dell’ulivo appena tagliato...

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domenica, 05 ottobre 2008

Questo è un grandissimo regalo dei ragazzi di Bologna che mi hanno permesso di condividere con voi questo video, nato su un testo di Stefano alias Analkoliker. La prima versione de "Il mazzo di chiavi" la trovate sul blog di Stefano e naturalmente invito tutti voi a passare da lui perchè ne vale la pena! I link li trovate qui a sinistra della nostra pagina, o in fondo a questo post.

Buona visione e a presto con le novità su Victor e compagni.


Il Mazzo di chiavi from Asfalto on Vimeo.

 

Agosto è il mese dei suicidi.
E’ alta stagione per la psichiatria, trovare un posto letto in repartino è quasi impossibile, ma se sei abbastanza fortunato puoi ancora trovare posto nella  provincia. Dipende da chi c’è di guardia in pronto soccorso.
Villa Cristina alla periferia di Torino?
“No lì non ci voglio tornare” Ci avevo trovato Michela del gruppo di alcolisti, non mi riconobbe, sembrava che le avessero gonfiato la faccia come un canotto, la pelle del viso liscia e molle come le dita cotte quando si lavano i piatti con l’acqua calda. Gli occhi vuoti che guardavano al vuoto: l’opera devastatrice degli psicofarmaci e di una vita che ti insegue, perché senza quel corpo non ci sarebbe vita. Quella vita.
Ho trovato la chiave! Bello, ma perché non ci avevo pensato prima. Mi sale la pace e mi si sciolgono i sassi  nello stomaco, covo di pugni annodati e dimora di tutte le angosce.
Quando stai così di merda non servono neppure gli psicofarmaci e non servirebbe neppure riavere il mio amore.
Ma adesso tutto questo non conta, ho trovato la chiave, la pace.
Mi dispiace solo per Zora, quaranta chili pelo nero lucido, fedeltà e fiducia incondizionata. Di lei credo e ne son certo se ne occuperanno Maria Grazia e Sergio.
La gomma che il vicino usa per innaffiare il giardino dovrebbe essere della stessa misura della marmitta dell’APE 50.L’ho smontata e rimontata il mese scorso e la gomma la vedo tutti i giorni. Se dovesse essere troppo stretta posso scaldarla sul fornello ed allargarla mentre se fosse troppo larga in laboratorio dovrei avere sicuramente una fascetta  nella Scatola Magica.
Ci sono voluti dodici anni per averla così fornita. E’ una vecchia scatola di biscotti in lamierino leggero in stile "tardo Liberty" con i caratteri delle lettere giallo oro tipiche degli anni '40-'50. Un artigiano non può fare a meno di una Scatola Magica. Quando al sabato ripulivo il laboratorio, riponevo tutte le viti e i chiodi che trovavo in terra o sul fondo dei cassetti e, dato che riporle tutte negli appositi separatori sarebbe stato un delirio, li riponevo nella scatola dei biscotti. Dopo dodici anni potevo trovarci tutto di tutto, e di tutte le misure: chiodi, viti, rondelle, dadi, bulloni e fascette. Ah è vero, mi stavo perdendo!
Prendo il coltello e vado a tagliare un pezzo di tubo, dalla marmitta all’abitacolo ce ne vorranno due metri e mezzo. La cilindrata dell’Ape è 50 centimetri cubici ed in proporzione lo scarico dovrebbe avere un diametro non superiore al centimetro e mezzo. Nessuna fascetta metallica entra che è un piacere, ed è un piacere vedere che dopo tanti anni di lavoro, posso fare a meno del metro e del calibro. Il tempo di un sorriso compiaciuto e poi porto la gomma nell’abitacolo, mi siedo e tiro la porta. Mi chiudo dal dentro, mi chiudo dal fuori.
Alzo la leva dell’aria, giro la chiave e pigio lo START. Attendo alcuni secondi e quando il motore comincia a singhiozzare abbasso la leva per ridargli ossigeno.
Gesti essenziali, misurati, senza incertezze, come se lo avessi sempre fatto.
Mi coglie un senso di pace che non ricordo di aver mai provato, trovo persino il tempo di prendermi in giro.
“Certo che per un asmatico è proprio un modo del cazzo per morire”. Che faccio? Torno un attimo in casa a prendere i broncodilatatori? E se comincio a tossire? Vorrei morire addormentandomi e non sputando pezzi di polmone!
Immagino i titoli dei giornali: “Artigiano asmatico si suicida con i gas di scarico; trovato in un lago di sangue”. Merda così no! Che figura da fesso. E  giù a ridere in questa nuvola di fumo. Mi è sempre piaciuto il profumo della benzina e dell’olio sintetico bruciato, mi ricorda quando da ragazzino nell’officina del vecchio, questi accendeva le moto dentro l’officina incurante della presenza dei clienti.
Che pace. Adesso. Qui dentro. Comincia a bruciarmi gli occhi, a raschiarmi la gola e mi chiedo se lo sto facendo veramente. Se mi sto ammazzando veramente. Peccato perdere questa pace proprio adesso che l’ho trovata.
Non posso rinunciare al mio progetto, ho scritto anche l’ultima lettera con tanto di scuse e indicazioni per il cane. Che dire poi della mia autostima?
Già la sento mia madre: “Cominci mille cose e non ne finisci neanche una”.
Questa volta però vorrei finirla con la pace di questo momento.
E se riuscissi a trovare questa pace fuori? Forse non l’ho cercata abbastanza, forse non l’ho cercata nel posto giusto.
Questi ultimi tre quarti d’ora li ho vissuti serenamente, e se ci fosse il modo per allungarli ancora una volta, due volte, tre…
No, non è possibile!
E se invece lo fosse?
Ho trovato la chiave, la seconda oggi, oppure la stessa che chiude e apre?
Spengo il motore. Proviamoci.

Tratto dal diario di 

Analkoliker (senza fissa dimora di successo).

Scritto nel Luglio 2007

 

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mercoledì, 11 giugno 2008
Te lo ricordi quest'arcobaleno Victor? Era un sabato pomeriggio, al Mc Donald vicino alla stazione! Naturalmente il primo a vederlo sei stato tu...io l'ho subito fotografato! Era fine aprile...ma a me sembra tanto tempo fa, stavi meglio di come ti ho visto pochi giorni fa a Chiavari! Vigliaccamente dico che non avrei dovuto venire; vederti in quello stato mi ha preso proprio male e ancora oggi mi chiedo che senso abbia che tu stia lì...conciato in quel modo e lontano da noi...Cosa posso fare per aiutare te che non chiedi mai aiuto per te? Come fare a convincerti che devi mollare...che così non può andare? Siete rimasti in due, del gruppo iniziale, e tu non stai bene...devi prendere una decisione Capitano...per te soltanto...per la tua salute e anche un po' per chi ti vuole bene. Stai bevendo troppo...la tua gamba non migliora per niente e cazzo non è giusto continuare a farsi tanto male! Ti prego pensaci seriamente a darti un po' di riposo...vai su da Daniele, è l'unico posto dove puoi trovare pace e rimetterti un tantino in sesto!!! Non voglio vederti conciato così..... 
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sabato, 24 maggio 2008

Vi presentiamo un nuovo amico, lui è Rudolph: conosciuto in occasione della mostra alla biblioteca di Baggio e subito entrato nelle grazie di tutti noi.E' svizzero tedesco, ma da anni vive qui, in questo quartiere. E' arrivato a Milano con un pullman di tifosi per una partita di cui forse non ricorda più nulla...e non è più ritornato a casa.

Passa le sue giornate davanti alla biblioteca, mangia dalle suore di Madre Teresa in via delle Forze Armate, si lava (sollecitato dai bibliotecari) alle docce pubbliche vicino ai giardini lì a due passi e dorme poco distante dal suo domicilio diurno! Insomma dallo stadio s'è allontanato poco quel giorno dopo la partita! Victor ha tentato di farlo parlare ma lui si racconta poco. Ormai è diventato una costante, ma discreta presenza, per tutti i ragazzi che usufruiscono dei servizi della biblioteca. Ci scambiano due chiacchiere, gli offrono una birra o una sigaretta, qualcuno ogni tanto gli porta un piatto caldo che lui mangia con una "grazia" fuori dal comune e poi con molta educazione (svizzera?) pulisce dove ha sporcato! Non accetta mai più di quello che gli serve ma soprattutto, anche quando ha bevuto qualche birra in più, non rompe le palle a nessuno ...a differenza di tanti bravi cittadini che nei weekend si trasformano in soggetti poco raccomandabili e pericolosi.

Nessuna morale, per carità, ma solo una piccola riflessione: la strada non trasforma, ma preserva, se c'è, quella parte di noi che sta sotto la voce "rispetto per la vita altrui". In poche parole l'alcool esaspera cattiveria e violenza solo se già presenti, e così maleducazione e non rispetto ! Lo stronzo era stronzo anche prima di ritrovarsi a vivere per strada....

Buon fine settimana a: chi ci segue; ai "fratelli" che vivono per strada nella speranza che il sole dia un po' di sollievo all'umidità accumulata nelle ossa in questi giorni di pioggia; a quelli che spostano la tenda ogni notte in quel di Chiavari e che pretendono di non ritrovarsi la tasca sporca di merda dopo averci tenuto tutto il giorno un pappagallino (vero Victor?); a chi di ritorno da Roma da una trasmissione che ha dato un'immagine distorta e poco gratificante del suo essere mamma vuole ugualmente ringraziare le uniche due persone umane che lì ha trovato ( Cornelia e uno degli autori); ad Antonello con l'augurio che si riappropri della sua dignità di uomo e torni col suo amore quanto prima; a noi che facciamo del nostro meglio ma sicuramente non è mai abbastanza...

Cazzarola..ma nel weekend la biblioteca è chiusa...e magari Rudolph si sente un po' solo...urge fare un giro da quelle parti...

P.s.: questo post senza capo nè coda è frutto di Lucia che se ne assume tutte le responsabilità!

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lunedì, 21 aprile 2008

"Scusi dividerebbe con me il suo amore per il tabagismo?"...così ti chiede una sigaretta Victor! Eccolo...in versione capitan findus...appena tornato da Chiavari, sporco, stanco e preoccupato per la ciurma che per qualche giorno dovrà abbandonare! Si sente responsabile Victor per i ragazzi che l'han seguito a Chiavari, e che lo seguono come ombre perchè senza di lui si sentono quasi persi...ma lui deve stare qua  riavvicinarsi un po ai suoi lavori prima dell'inaugurazione e dopo seguire la mostra. Quasi due mesi in tenda, provato dal maltempo e dalle difficoltà di spostare l'accampamento tutte le notti, impegnato a sedare risse e ad evitare casini, preoccupato che i suoi uomini abbiano da mangiare a sufficenza per tener giù il vino ...lui può dire quello che vuole...ma nei suoi occhi c'è stanchezza...tanta...troppa...

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venerdì, 28 marzo 2008

Eccociiiii....non siamo spariti, non ci siamo fatti overdose di uova pasquali, non ci siamo scordati di nessuno..è stata una pausa dovuta a più motivi. Stasera ci rimettiamo alla tastiera giusto per un saluto e per rassicurare chi ci chiede notizie dei ragazzi! Victor è sempre a Chiavari che monta e smonta la tenda (non può rimanere montata durante il giorno), s'è cuccato tutto il gelo dei giorni scorsi e a causa del caricabatterie,che è tornato a Milano nello zaino di Ornella, non l'abbiamo sentito per parecchi giorni! Noi preoccupati, lui incazzato...ora lo chiamiamo sul cellulare di Adriano ed è incontenibile come al solito! Non si rade da più di un mese e questa versione barbuta ci mancava...si presenterà così all'inaugurazione della mostra?...mah...chissà...

A Voghera Ina e Antonello vivono alti e bassi la loro storia di coppia...Ina però una novità ce l'ha...sta rivedendo le sue bambine e la cosa è semplicemente meravigliosa! In stazione tutto come al solito, urge un giro di ricognizione al più presto.

Moreno è in movimento dalla mattina alla sera e noi stiamo con le dita incrociate perchè le difficoltà sono tante ma veramente tante...Roberta la sentiamo quasi ogni giorno e anche lei ha seri problemi di riadattamento alla vita in famiglia, soprattutto sapendo il suo compagno da solo...ma in compenso Augusto sta bene: mangia ,dorme e respira aria pulita!

Aspettiamo materiale dai ragazzi da postare quindi abbiate pazienza, ma soprattutto continuate a passare da queste parti e a sostenerci con i vostri commenti!

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venerdì, 14 marzo 2008

Eccolo qua...due settimane di vita e finalmente in braccio alla sua mamma. Ieri ho trovato Roberta serena, contenta e finalmente in grado di tenere in braccio il suo gioiello! "Le scosse" sembrano quasi del tutto sparite e comunque talmente impercettibili da consentirle di tenere stretto a sè il piccolo Augusto e di coccolarselo come e quanto crede. Non vi do notizie mediche, tanto non serve, ma vi dico che molto probabilmente per l'inizio della prossima settimana saranno dimessi. Augusto viene ormai allattato artificialmente poichè la terapia di Roberta è stata aumentata ed il pediatra ha preferito togliergli il latte materno!  Fa fuori circa 100gr. di latte a poppata, il faccino si sta arrotondando e il peso aumenta costantemente...ha recuperato il calo fisiologico e reagisce perfettamente agli stimoli esterni!  Insomma, incrociamo le dita, tutto o.k.!

I ragazzi aspettavano la visita dei volontari di Roma...ma fino ad oggi niente! Sono rinchiusi là dentro da parecchi giorni e forse qualche viso nuovo avrebbe significato parecchio per loro! Ina ieri pomeriggio li ha chiamati al telefono e...si sono emozionati, Roberta s'è lasciata scappare una lacrima di gioia...che dirvi? sono fatti così! Il prossimo post spero sia sul viaggio verso casa....la famigliola

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