Tempo fa un' amica blogger ha scritto un articolo su un settimanale cattolico di Salerno. Lei non vuole che pubblicizzi il suo link ed io non posso che accontentarla, anche se a malincuore....
Dirle un semplice "grazie", la sento come una cosa piccola-piccola e vorrei poter trovare delle parole che esprimano tutte le mie emozioni e tutta la mia gioia, ma credetemi che non mi riesce; tutto ciò che mi passa per la testa è sempre troppo poco e quindi Vi passo la palla per ringraziarla a modo vostro 
NB: Ringrazio Ariete azzurro per avermi aiutata nel postare l'articolo dato che io non posseggo uno scanner
Mutty
L'esperienza dei clochard raccontata in un blog
Non superare la linea gialla
Storie di vita, progetti e sogni per il futuro
• mariantonietta sorrentino
Il"Bar boon band" non è un esercizio dedito al commercio di alcolici e nemmeno un gruppo musicale. E' un blog, una di quelle diavolerie moderne spesso snobbate e guardate con sospetto. Eppure è nel "Bar boon band" che si stanno esprimendo da pochissimi giorni i senza fissa dimora. Non un luogo virtuale dove chiacchierare di varie amenità, ma un modo per condividere le loro storie,utilizzando la connessione messa loro a disposizione dall'Associazione S.O.S. di Milano.
Si dice che " un battito di farfalla a Pechino, porta pioggia a New York". Calza bene questo motto ad una iniziativa sociale che utilizza uno strumento moderno. Attraverso il blog, tra gli altri, si esprime Ina. Quarantanove anni, Ina dorme in stazione da un anno.
Di lei racconta: "Tutti i giorni mi alzo presto lasciandomi alle spalle il finto calore di un sacco a pelo ed ogni giorno mi reco al lavoro, ma i soldi non bastano mai, vivendo per strada tutto è più amplificato e più difficile.
Qui ho trovato persone su cui appoggiarmi, persone straordinarie sulla quale poter contare. Prima in questa realtà avevo una famiglia composta da un marito violento e da 5 figli, tutti noi vivevamo male e dopo 16 anni di maltrattamenti sono riuscita a separarmi, pensando che la nostra vita potesse diventasse più serena e che i miei figli potessero finalmente vivere senza più alcuna paura. Non fu così: trovandosi finalmente liberi si persero nei meandri dell'egoismo ed a causa di una libertà a loro sconosciuta fino ad allora vennero pian piano risucchiati da un 'improvvisa voglia di indipendenza e persero il controllo dei valori, io non riuscii a tenerli ben saldi e quando uno di loro trovò un lavoro non mi diede nemmeno un soldo per portare avanti la famiglia." Racconta Ina e muove le acque della indifferenza, della diffidenza, di chi vuole invisibili i senza fissa dimora. Non si nasce "clochard": ci si diventa. Un filo che si spezza, un accadimento qualunque, un errore forte o apparentemente leggero e la vita può cambiare totalmente. Si può superare la linea gialla, come si usa dire. La linea gialla è il costante richiamo che in ogni stazione ferroviaria induce alla prudenza e a prendere il treno giusto nel momento giusto. Nel blog "Bar boon band" campeggia in maiuscolo: Non Superare La Linea Gialla. E' il caso a buttare esseri umani nel caos più totale, nel mondo degli invisibili. Ma loro ci sono, anche se non vorremmo vederli. I senza fissa dimora hanno angeli custodi in tanti volontari. Ma molta gente ancora li evita. Essi sono là quando al mattino si cane al lavoro, li vediamo ancora durante la giornata mentre si va al bar per la pausa-caffè. Essi fino a sera "invadono" i "nostri" spazi puliti..
Qualcuno li vorrebbe cancellare: capita a Trieste dove sono state eliminate le panchine per mandarli via. La gente, però, si è ribellata. Per fortuna.
Ma chi sono i senza fissa dimora. In essi vediamo chi potremmo noi essere, chi potremmo diventare. Abbiamo paura : è così sottile, così breve lo spazio da valicare per trovarsi di là, invece che di qua dalla linea gialla. '''' La depressione che si fa più forte, il mutuo che non si riesce a pagare, uno sfratto, la perdita del lavoro, una scelta sbagliata, un abbandono e potremmo essere di là. invece che di qua. Per questo, essi diventano scomodi, invisibili al cuore e alla mente. Ora è stata data loro visibilità maggiore. Grazie ai volontari e ad un blog, con il sostegno di qualcuno esperto di informatica essi hanno voce. Della iniziativa se ne sta interessando la stampa. A sinistra del blog "Bar boon band" si legge: "Frammenti di pensieri di alcuni clochard della stazione milanese dove qualche persona si prenderà la briga di postare su questo blog non solo le loro poesie o storie di vita vissuta, ma anche i loro progetti per il futuro e i loro sogni faremo da tramite per far conoscere un mondo per molti inaffidabile, scordandoci molto spesso che a volte l'apparenza inganna."